RicordAosta: 17 marzo
Il 17 marzo 1861 ebbe luogo l’Unità d’Italia.
In Valle d’Aosta, l’unificazione causò numerosi problemi, non solo identitari, ma anche nella pratiche amministrative. Infatti, già nel novembre 1859, la Legge Rattazzi sul riordinamento dell’amministrazione comunale e provinciale (successivamente estesa a tutto lo Stato italiano nel 1861) soppresse alcune province del Regno Sardo; Aosta fu ridotta a circondario della provincia di Torino, perdendo così anche l’ultima traccia di decentramento amministrativo. Nell’edizione del 17 giugno 1862, la Feuille d’Aoste descriveva così la nuova organizzazione amministrativa: “Un lungo grido di protesta si elevò da tutte le parti contro questo modo di tagliare la popolazione e queste grida sono lontane dall’essere cessate. (…) Quante città sacrificate alla prosperità di un solo centro! In Valle d’Aosta quale non fu la delusione generale quando si vide che per il più piccolo atto amministrativo occorreva il consenso dei signori di Piazza Castello, la maggior parte dei quali ignora probabilmente a quale latitudine si trovi la Valle d’Aosta”.
Con l’Unità d’Italia, il malcontento verso lo Stato italiano restò largamente diffuso. La Feuille d’Aoste, che il 22 marzo 1860 scriveva in occasione delle annessioni degli Stati dell’Italia centrale che “la più bella pagina della nostra storia (…), il trionfo del principio di libertà e di nazionalità sull’idea sempre assurda e stretta del municipalismo. Un pagina in grado di fare dei valdostani i cittadini di una grande nazione, capace di creare un’era nuova e far dimenticare un passato disgraziato”, già nel 1862 confessava che un profondo senso di scoraggiamento si era impadronito della popolazione valdostana “di fronte ad un governo sordo agli appelli e lamenti, laddove era prodigo di benefici in tutti gli altri luoghi“.
Pubblicato / aggiornato il 12/03/2018 alle 12:00
Categoria: Cultura
