RicordAosta: 10 maggio
Al fine di comprendere le intenzioni del sovrano sabaudo, è necessario ricordare che, nel Settecento, in linea con quanto stava accadendo sul territorio europeo, si affermò l’assolutismo. In questo periodo, i vari Stati autocratici europei si trasformarono in Stati assoluti, cioè Stati in cui si tentava di rimuovere ogni ostacolo all’espressione del potere del sovrano attraverso un accentramento assoluto del potere. Per questo motivo, nacquero istituzioni direttamente gestite dal principe, quindi prive di autonomia; questo generò un governo più burocratizzato e in genere più efficiente.
Questa tendenza generò la crisi delle prerogative valdostane; Carlo Emanuele III, infatti, decise di adottare una stringente politica “erosiva” nei confronti del Conseil des Commis e, più in generale, delle prerogative locali. Nel dettaglio, Carlo Emanuele III riuscì, con vari interventi, a ridurre sempre più il numero dei Commis e i poteri del Conseil, arrivando a vietare l’invio di delegazioni senza l’autorizzazione della segreteria di Stato nel 1754, e a sottrarre dalla giurisdizione del Conseil des Commis i boschi nel 1757.
Tornando al Règlement économique du Duché d’Aoste, questo divenne operativo nel 1762: tra il 1758 e il 1762, il sovrano ordinò segretamente di raccogliere notizie sui beni dei valdostani non soggetti a imposte.
Pubblicato / aggiornato il 09/05/2018 alle 12:00
Categoria: Cultura
